• bold
  • brave
  • iconic
  • simple
  • louder
Loaded
NFaT

Gli Artisti

Goldschmied & Chiari
Lavorano con diversi media come la fotografia, la performance, il video e l’installazione esplorando i concetti di storia e memoria “con un approccio provocatorio sempre giocato sul sottile confine tra ironia e parodia, tra spiazzamento e ‘detournement’ visivo e semantico”. hanno raggiunto riconoscimenti internazionali grazie a numerose mostre  collaborando con prestigiose istituzioni e musei tra i quali: Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, Roma; Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Torino; Museion , Museo di Arte Contemporanea, Bolzano; MoCA – Museum of Contemporary Art, Shanghai; Visual Arts Center of New Jersey, U.S.A.; Fundació Joan Miró, Barcellona;  Museo MAXXI, Roma; Fabrica de Arte Cubano, La Havana; Hallwalls Contemporary Art Center, Buffalo, New York, , Musée de Grenoble; Museo Mambo, Bologna; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Museo Novecento, Firenze;  FRAC Bretagne, Francia; Serlachius Museums, Finlandia; Museum of Women in the Arts, Washington; Museo Arte contemporanea Madre, Napoli.
Vedovamazzei (Simeone Crispino e Stella Scala)
Artisti complessi, estremamente prolifici, che è impossibile inquadrare in un filone tematico, in una scia formale, in un unico metodo di lavoro. Vedovamazzei ha presentato mostre: Da io a noi Palazzo del Quirinale di Roma, “Horizontal” Casa Italia Rio 2016, Brasile, Palazzo della Permanente Milano, S.M.A.K Gent, “Inauguration of the new works of art in the Troubleyn/Laboratorium”Antwerpen, Belgio, “The end of a work never made”, (“Non Basta ricordare”) a cura di Hou Hanru three days performance at Maxxi Museum Rome, Triennale di Milano, Istituto Italiano di Cultura Madrid, Biennale Dublin Contemporary, 2011, Public At Projects Art 38 Basilea, Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina Napoli , Percymiller gallery Londra.
Massimiliano Ionta / The Astronut
Artista/Produttore/Arrangiatore ha dato inizio ha diverse realtà nel panorama artistico italiano ed internazionale fin dagli anni ’90. Pioniere dell’arte digitale dal suono all’arte visiva la sua ricerca specula sulla relazione esistente tra il concetto di codice e anima. Nella sua esplorazione del metaverso fonda “La Chiesa di Internet” nel tentativo di descrivere, con una narrativa a tratti surrealista, l’era evolutiva che stiamo attraversando e a cui ha dato il nome di “Era Asomatica” (dal Greco antico asomatos = immateriale) in cui le i beni si smaterializzano e le coscienze si fondono attraverso il codice nella rete. Partecipa al “Fotofever Paris” esponendo al Carrousel du Louvre il progetto Kimono Tales vince diversi riconoscimenti tra i quali il “Miami New Media Festival”, “Digital Mitology“ lo porta in Cina, finalista al Modigliani Prize e al “Trento Art Festival” esplora diversi tipi di media digitali tra cui installazioni immersive in spatial audio e video, Sound Art, NFT, VR e AR.
Marta Pierobon
Passa con leggerezza dalla scultura al disegno, realizzando opere dal personale e definito alfabeto espressivo che palesano spesso aspetti sociali primordiali e rimanipolazioni di simboli legati alla sfera femminile. Il suo lavoro è stato esposto in svariati spazi di ricerca e istituzioni tra i quali: Duet space (St. Louis, USA), Espirit Nouveau di Bologna, Viafarini (Milano), Soloway (New York City), Welcome to New York ad Art in general (New York City), Neon fdv (Milano), Museo di Santa Giulia (Brescia); ed in svariate gallerie tra le quali: Galleria Daniele Agostini (Lugano), Kate Macgarry (Londra), Marian Boesky con il progetto di Lucie Fontaine (New York City), Plutschow gallery (Zurigo), 78 Lyndhurst way (Londra) e A Palazzo gallery (Brescia). Partecipa a diverse residenze tra le quali LMCC New York, Cars Omegna e Fonderia Battaglia artist in residence. Nel 2012 vince la prima edizione del premio Lombardia a Miart,. Nel 2020 è finalista per il Premio Michetti a cura di Guido Molinari. Il suo lavoro è stato recensito da varie testate tra cui: Flash art, Espoarte, Il Corriere della Sera e Arte critica, art*text*pics*, Art Blog Art Blog, Fruit of the Forest e Forme Uniche.
Angelo Cricchi
Artista/Fotografo Dopo una lunga carriera come atleta professionista, la sua passione si indirizza verso la fotografia. Ha collaborato con i più prestigiosi magazines internazionali, realizzando editoriali e ritratti di celebrities. Per la sua casa di produzione, Lostandfound, realizza campagne pubblicitarie per clienti come Kenzo, Miss Sixty e Gucci, dirige inoltre cortometraggi, video d’arte e fashion films. La sua ricerca personale si è sviluppata parallelamente ai sui lavori commerciali durante tutta la sua carriera. Dopo l’ esibizione “Gloomy Sunday” presso il museo MAK di Vienna, riduce l’impegno nella fotografia di moda per concentrare la sua attenzione e il suo talento nella “fine art photography”. I suoi lavori sono stati esposti in musei ed istituzioni private in Italia, Olanda, Francia e in Austria. É anche direttore artistico di importanti magazine di Fotografia come IRAE.
Filippo Gregoretti
Dopo un percorso accademico in belle arti e musica, ha lavorato come designer, illustratore, artista visivo e musicista, esprimendo il proprio talento creativo anche sotto forma di opere digitali. In equilibrio tra arte, design, musica, illustrazione, narrazione, performance, algoritmi, intelligenza artificiale e tecnologia immersiva dagli anni ’80. Seguendo studi di belle arti e musica, Filippo Gregoretti ha coltivato la sua passione per la tecnologia fin dall’infanzia, esprimendosi creativamente nel suo lavoro da artista, illustratore, compositore e performer, autore, creative technologist, programmatore, imprenditore e docente universitario produce arte digitale, NFT, contenuti e strutture per disparati media, industrie e arti. Con il progetto Virtual Tour vince il Perseo D’oro al “MediarTech, Festival Internazionale dell’Opera Multimediale”, presieduta da Gillo Pontecorvo, durante gli ultimi due decenni ha sviluppato il concetto, gli algoritmi e la tecnologia di “Amrita”, un’intelligenza artificiale artistica indirizzata verso la simulazione della complessità umana nell’approccio alla creatività audiovisiva. All’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli si dedica con grande soddisfazione all’insegnamento di diverse materie, tra le quali “Creatività e progettazione transmediale” ed “Autorialità e tecnologie per esperienze digitali”.
Giovanni De Angelis
Ha iniziato la fotografia tradizionale da adolescente e ha immediatamente sviluppato un grande interesse per la ricerca sulla percezione studiando il potenziale infinito della luce e della sua interazione con i corpi fino allo scioglimento di Luce, che lo ha portato in una dimensione al confine tra pittura e fotografia. Grande appassionato di cultura orientale la sua ricerca ha continuato ad evolversi interessandosi anche delle società giapponesi e indiane, come possiamo vedere in “Strade con pioggia”. Partecipa alla Biennale di Venezia Art Rewind, espone in musei come il MACRO di Roma e in diverse gallerie nazionali e internazionali.
Andrea Martinucci
Il suo fare artistico si nutre di assemblaggi e intricate sovrapposizioni pittoriche capaci di generare ambientazioni rarefatte e surreali. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive presso: IIC Los Angeles; VUNU Gallery, Kosice; ZETA Contemporary Art Center, Tirana; Tang Contemporary Art, Hong Kong; Palazzo Reale, Milano; Institut Français – Palazzo delle Stelline, Milano; Palazzo delle Esposizioni, Roma.
Jordi Alessandro Bello Tabbi
Artista/Fotografo, vive l’infanzia in Colombia assorbendone le tradizioni e l’esoterismo tipiche della cultura latinoamericana che si fondono quindi con un’educazione classica europea, questa fusione sarà la base del suo immaginario. I suoi ultimi progetti sono spinti dal suo bisogno di comprensione dei pilastri fondanti della cultura, dei simboli e delle icone che la definiscono. La sua opera è un’indagine trasversale con un linguaggio visivo volutamente criptico, dove i piani di interpretazione diventano molteplici. É stato direttore del magazine d’arte contemporanea Impeached, è attualmente direttore artistico del magazine Flewid e nel team creativo di IRAE, magazine d’arte e sostenibilità. Nonostante la giovane età ha già raccolto diversi riconoscimenti come il premio Myllennium Award ed esposizioni come alla RAW Art o presso l’istituto di cultura a Praga. Gli artisti del progetto NFaT, selezionati dalla curatrice Eleonora Chiari, saranno anche affiancati dalla vivace collaborazione del progetto Pescino 17, curato da Maria Ludmilla Pustka, la quale integra il suo storico impegno per la preservazione e la valorizzazione dei capolavori artistici dei Musei Vaticani, con l’attività di scouting che nel corso dell’anno concorrerà a rinnovare l’offerta artistica.

Gli Artisti di Pescino 17

Claudio Marani
Artista multidisciplinare, diplomato Scenografo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e Incisore presso la “Scuola dell’Arte della Medaglia”, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Roma. Già docente di Teoria di Percezione e Psicologia della Forma presso L’Accademia di Belle Arti P.Vannucci di Perugia, nell’ambito di innnumerevoli mostre personali e di gruppo ha realizzato performance ed esposto opere di arte contemporanea basate su scultura, pittura, computergrafica, animazione 3D e videomapping. Le ultime esperienze sono state videoinstallazioni in luoghi pubblici come Luci dal Labirinto (2018 presso Villa Faina, San Venanzo, Terni), e in spazi culturali come La Soglia (Videoinstallazione) al “Festival del Verde e del Paesaggio”, 2018, presso l’ Auditorium Parco della Musica di Roma e il Festival Shamans of digital era Festival nel 2019 al M.A.C.R.O Museo d’Arte Contemporanea, Roma. E’ presente nella collezione permanente della Banca Nazionale del Lavoro, al MAAM “Museo dell’Altro e dell’Altrove” di Roma ed in numerose collezioni private. Articoli e recensioni delle mostre sono apparsi sui maggiori quotidiani nazionali e su importanti riviste d’arte.
Simone Pontecorvo
Simone si definisce un pittore astratto. I suoi lavori sono ispirati dalle cellule e dal concetto di “origine”, inserito all’interno di un sistema simbolico più vasto. La sua fonte di ispirazione principale deriva dal senso di movimento e dall’articolazione tra le forme nelle sue opere. Prima di dedicarsi interamente alla pittura ha lavorato come assistente alla regia per il cinema. Nel corso degli anni ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Diversi suoi lavori sono presenti su riviste e pubblicazioni.
Paolo Folchitto
Ha iniziato la sua attività come fotoamatore non avendo mai frequentato scuole o accademie. Approdato al mondo della professione, ha avuto il privilegio di prestare le sue esperienze nel campo dell’arte, collaborando ad aspetti documentali del patrimonio di Sovrintendenze alle Belle Arti: Roma, Napoli, Caserta e Milano. Sono poi passato a fotografare il mondo, collaborando con importanti testate quali National Geographic, FMR Franco Maria Ricci, Domus, Pentagono, Electa, Harper’s Bazar e molti altre. Ha esposto in gallerie d’arte a Roma, Milano, Londra, Boston, San Francisco e altrove. Ho scelto di giocare con le luci, creando forme spesso invisibili a coloro che non hanno la volontà o l’allenamento per applicare una sana forma di pazzia nei confronti del mondo che ci circonda.
Carmine Leta
L’artista negli anni ha sperimentato diversi linguaggi e tecniche, e realizzato video, installazioni, performance, incentrati sui concetti di vuoto, di utopia, di identità individuale e collettiva. La sua ricerca si è poi concentrata soprattutto sulla scultura (prevalentemente in fil di ferro) tesa alla sottrazione dei suoi stessi elementi costitutivi: il peso, la staticità e il volume, offrendo, all’attenzione di chi osserva, oggetti vuoti, leggeri, mobili e attraversabili con lo sguardo, come inviti a colmare un volume solo suggerito e a mettere a fuoco una porzione illusoria di spazio fra sé e l’infinito. Laureato al D.A.M.S. di Torino è stato tirocinante presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, e presso l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma. I suoi lavori sono permanentemente installati in Italia e all’estero e sono stati esposti in numerose mostre personali e collettive.
Dario Marcozzi
Scopre la scultura attraverso l’incontro con il M° Claudio Magagnini, scultore e formatore che aveva collaborato al restauro del teatro Petruzzelli di Bari dopo l’incendio. Frequenta la Scuola di Arti Ornamentali di Roma, partecipa a tre edizioni della mostra collettiva “Il Cadavere Squisito” presso la Tevere Art Gallery, presentando una collezione di opere in marmo e gesso fra le varie collaborazioni ricordiamo quella con la performer Barbara Lalle e con con la pittrice tedesca Barbara Tucholski dove mette in luce il passaggio dalla dualità all’unità, dal caos e dal conflitto, alla reintegrazione dell’essere umano con il proprio Sé immutabile ed immortale che si attualizza attraverso il respiro, attraverso la suggestione di due sculture separate ma unite nel significato di transizione attraverso stati diversi dell’essere.
B.Zarro
Artista Neo Espressionista, ha articolato nell’arco di due decenni il suo modo di espressione attraverso alcune tematiche ben precise: da una parte le problematiche del Mondo, rappresentate attraverso installazioni e opere concettuali, dall’altra le componenti dell’Eros e dell’Identità. Guidato dal suo spiccato istinto, dai valori morali e dalla poesia, presenta al pubblico una lettura del mondo attraverso i suoi archetipi, mentre esprime un linguaggio contemporaneo prediligendo il “fascino dell’incompiuto” di cui Picasso parlava e definito da egli stesso “la vera rivoluzione culturale della pittura moderna”. B.ZARRO ritiene infatti che solo la consapevolezza della Storia genera crescita ed evoluzione. Ricordandoci che ogni Artista è un testimone che decodifica segnali con una forma adeguata. Sono numerose le sue partecipazioni a esposizioni sia publiche che presso importanti gallerie nel mondo fra le quali al Vittoriano a Roma, all’Art Show di New York e presso l’Agenzia delle Nazioni Unite per l’alimentazione (W.F.P.)
Davide Cerfeda
Classe 1982, Davide Cerfeda, inizia il suo percorso diplomandosi all’Istituto Europeo di Design di Milano nel corso di regia e produzione audio-video. Prende parte a progetti di lungometraggio: per i canali Discovery, Disney, Colorado Film e Warner Bros partecipando a produzioni più volte campione d’incassi e vincitori di due biglietti d’oro e di un David di Donatello. Parallelamente alla sua carriera nel mondo cinematografico dipingere mosso dall’’istinto di esprime sentimenti e turbamenti sulla tela attraverso sfumature e matericità che riesce a dare con il solo utilizzo del colore, anche se alcune delle sue opere sono animate con elementi che trova vicino a lui mentre crea, tra cui chiodi e plastiche. L’artista intende la base dei suoi quadri come dei corpi fisici e le superfici centrali accumuli di vibrazioni interne.
Coletivo MUDA
Dal forte legame con i graffiti e la città, il gruppo formato nel 2010 a Rio de Janeiro dalle designer Bruna Vieira e João Tolentino, e dagli architetti Diego Uribbe, Duke Capellão e Rodrigo Kalache, inizia le sue “sperimentazioni attive” con interferenze nello spazio pubblico di Rio, dove gli spazi pubblici in tutta la città sono ancora spesso palcoscenico delle loro azioni. MUDA cerca di interferire nella vita quotidiana della città e dei suoi passanti, contribuendo a mettere in risalto gli spazi invisibili, rigenerandoli e quindi rendendoli più rilevanti. Oltre alle opere a Rio de Janeiro, Coletivo MUDA sta espandendo sempre di più il suo territorio di azione, sia nazionale – con delle istallazioni a São Paulo, Minas Gerais, Bahia, Santa Catarina – che internazionale, dove ha “interferito” a New York, Buenos Aires, L’Avana, Lisbona, Sintra, Porto, Guimarães, Yuguang Dao (Tainan, Taiwan), ma anche Roma, Firenze.
Massimo Caso
Il lavoro di Massimo Caso nasce dall’introspezione e dall’esigenza di far emergere emozioni attraverso la pittura. Nel suo astrattismo materico dosa masse di colore e di sabbie, emulsioni e graffiture, ma soprattutto, efficaci accostamenti cromatici.